lunedì 9 aprile 2012

La rivolta

Essendo venute a mancare le condizioni che avevano portato all’apertura di questo blog è con grande rammarico che comunico la chiusura de “Il Villaggio”.
Grazie di cuore a Numero 13 e a tutti i visitatori che hanno letto e commentato i nostri post.
Ci incontreremo da qualche parte lungo il cammino.
Ossequi.

C’era una volta

C’era una volta un contadino di nome King, celebre in tutto il villaggio per essere un tipo burbero e solitario. Un giorno King si recò nel bosco in cerca di legna e s’imbatté in uno splendido esemplare femmina di elfo. King rimase stupefatto alla vista di quell’essere meraviglioso, quasi non gli uscivano le parole di bocca.

“Buongiorno contadino, come mai da queste parti?” l’elfo prese la parola per prima spezzando il silenzio.
“Ero in cerca di legna…” King, evidentemente imbarazzato, rispose brevemente.
“Come ti chiami?”
“King…”
Piacere King, io sono Aladriel. Vivo in questo bosco da secoli.”
“Mmm…”
“Ora devo andare King, spero di rivederti domani…” l’elfo sparì tra gli alberi sotto lo sguardo rapito di King, una scintilla si era accesa nel suo cuore alla vista di Aladriel ed ora si sentiva colmo di gioia ed impaziente per il domani. Vedendolo tornare al villaggio si sorpresero tutti di trovarlo inspiegabilmente sorridente e di buonumore ma, conoscendone il carattere, nessuno osò domandargli la ragione di quel cambiamento temendo una sua reazione.
L’indomani mattina King si svegliò di buon’ora e si recò nel bosco. Gli pareva di camminare sollevato da terra ma allo stesso tempo di non arrivare mai a destinazione tanta era l’impazienza di incontrare Aladriel. Finalmente vide l’inconfondibile sagoma dell’elfo in lontananza ed affrettò ulteriormente il passo in quella direzione.
“Ciao King! Sei qui di buon’ora…”
“A dire il vero…” King stava cercando il coraggio di dire all’elfo perché era tornato nel bosco di primo mattino.
“A dire il vero?”
“A dire il vero ero impaziente di incontrarti di nuovo…”
“Che pensiero gentile!” rispose Aladriel facendo un grosso sorriso.
Da quel giorno tra i due scoccò la scintilla dell’amore e divennero inseparabili. Aladriel aveva portato il sole nella vita di King che divenne un tipo sorridente e affabile tra lo stupore di tutti. Lei trovava affascinante il suo essere “ombroso” e lo canzonava spesso definendolo un “barbagianni” ogni volta che aveva da ridire su qualcosa.
Dopo qualche anno però ci fu una grossa carestia e King, preoccupato per la scarsità del raccolto, tornò ad essere scontroso come un tempo litigando spesso con la povera Aladriel.
“Che ne sai tu dei problemi degli umani, sei un elfo!” era solito ripetere alla sua innamorata durante le loro discussioni.
Aladriel amava King ma non sopportava di vivere la loro storia in quel modo e ripeteva spesso al suo innamorato di non gradire quelle continue discussioni per ragioni futili ma King, pur amando Aladriel, si dimostrò sempre sordo agli inviti dell’elfo.
Una mattina, come faceva ogni giorno da sei anni a quella parte, King si recò nel bosco per incontrare Aladriel ma di lei, stranamente, non c’era traccia. King, pensando che Aladriel fosse semplicemente in ritardo, si sedette ai piedi di un albero e aspettò pazientemente attendendo l’arrivo della sua innamorata. Tra le mani stringeva un anello con il quale voleva chiederle di sposarlo. Quell’anno il raccolto era stato abbondante e si sentiva pronto per il grande passo. Passarono i minuti, le ore ma Aladriel non si fece viva e King girò il bosco in lungo e in largo gridando a gran voce il suo nome.
“Aladriel! Aladriel! Aladriel!” nel bosco risuonavano le grida disperate dell’uomo.
Venne sera e King tornò a casa sconsolato per non aver incontrato il suo grande amore.

Sono passati anni ormai ed ogni giorno King si reca nel bosco nella vana speranza di incontrare Aladriel ma lei se n’era andata per sempre e non sarebbe più tornata in quel bosco stanca di litigare di continuo con lui.

venerdì 6 aprile 2012

La figlia dello scienziato pazzo

Quale sia il vero obiettivo di Sara Tommasi ancora non è dato sapersi. Di certo c’è che dopo il Bunga Bunga, la miriade di flirt, l’appoggio alla causa di Scilipoti e la liaison (e rottura dopo soli due mesi tramite esilarante comunicato stampa di lui con conseguente ed inquietante videomessaggio di lei per chiedere perdono) con il suo mentore Alfonso Luigi Marra la showgirl laureata alla “Bocconi” (come il premier Monti lei ama spesso sottolineare) non manca occasione di mostrarsi senza mutande alle telecamere e ai flash dei fotografi. Se ai più la ragazza appare ormai fuori controllo a noi invece suscita tenerezza perché come molti suoi coetanei in possesso di una laurea ha dovuto fare di necessità virtù in quanto l’attestato conseguito alla “Bocconi” non le ha offerto le possibilità di lavoro auspicate. Ergo lei ha deciso di mostrare puntualmente ai paparazzi lo stato della sua depilazione inguinale. Come biasimarla? Se ci sono media che le danno spazio il problema non è Sara Tommasi quanto piuttosto il fatto che qualcuno mostri interesse nei confronti della patata irritata di questa giovane donna dopo una depilazione alla brasiliana. Soprattutto internet (che è un media molto invasivo) dovrebbe prestare maggiore attenzione ai contenuti che vengono pubblicati. Tuttavia, di questa Sara Tommasi, ci preoccupa un po’ lo sguardo allucinato ma questo è un altro discorso.
Ossequi.

Le ricette di Numero 13: Costolette d’agnello

In vista della Pasqua, Numero 13 propone tre modi differenti di preparare le costolette d’agnello.

Costolette d’agnello

Con burro aromatico

Fare marinare 12 costolette per 1 ora con vino, pepe in grani e un trito di timo, menta ed aglio. Amalgamare 80 gr di burro morbido con 10 gr di timo tritato e 10 gr di pasta d’acciughe, trasferire il burro aromatico ottenuto su carta da forno, arrotolare e mettere in frigo. Sgocciolare le costolette, cuocerle sulla piastra calda per 2-3 minuti per lato. Salare e servire con tocchetti di burro aromatico precedentemente preparato.

Impanate e fritte

Pulire 12 costolette, appiattire leggermente e fare marinare in succo di limone, vino, sale e pepe per una mezz’ora. Passare la carne prima nella farina, poi nelle uova sbattute con un pizzico di sale ed infine nel pangrattato mescolato al timo tritato, avendo cura di far aderire bene l'impanatura premendole leggermente con le mani. Friggere le costolette in una padella antiaderente con abbondante olio e burro bollenti per 3 minuti per lato finché saranno ben dorate.

Arrosto d’agnello all’aretina

Condire un cosciotto d’agnello di circa mezzo chilo con sale, pepe, un buon filo d’olio, un po’ di aceto e una spolverizzata di aghi di rosmarino. Punzecchiare la superficie con una forchetta, massaggiare la carne, e fare riposare per almeno 3 ore in un luogo fresco. Trasferire il cosciotto su una teglia del forno e cuocere a 180° per 40 minuti circa girandolo due volte e spennellando spesso con il fondo di cottura per non fare asciugare la carne.

Il contorno che consiglio sono assolutamente le patate arrosto profumate con un po’ d’aglio e rosmarino. Classiche ma sempre gustose.

giovedì 5 aprile 2012

Speciale etimologia: Uovo di Pasqua

Uovo di Pasqua: dolce di cioccolato tipico della Pasqua che contiene al suo interno una sorpresa.

Origine: la tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, talvolta decorate a mano, è documentata già fra gli antichi Persiani, dove era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell’anno, i Greci e i Cinesi.

mercoledì 4 aprile 2012

Perle di saggezza: Sergiu Celibidache

“Il popolo di maggior talento per la musica è certamente l’italiano, ma è anche il più ignorante in materia musicale”.
Sergiu Celibidache

lunedì 2 aprile 2012

Paolucci esulta di nuovo imitando Liam Gallagher

Altro gol ed altra corsa verso la bandierina imitando la posizione al microfono di Liam Gallagher, dopo quella nella gara contro il Crotone, per l’attaccante del Vicenza Michele Paolucci che all'88’ ha deciso la sfida salvezza contro l’Albinoleffe. L’azione del gol (e conseguente festeggiamento) è a partire dal minuto 1:30.

Video della settimana: You’ve Never Been This Far Before - Conway Twitty

Ecco il video della settimana.

sabato 31 marzo 2012

Le ricette di Numero 13: Crema fritta

Ecco la ricetta della settimana tratta dal libro La maestra di cucina di Alessandra Spisni.

Crema fritta

Ingredienti per 6 persone:

• 60 g di farina
• 4 uova
• 125 g di zucchero
• La scorza di un limone
• 1/2 litro di latte
• Pangrattato abbondante
• Zucchero a velo per spolverare
• Un pizzico di sale
• Strutto per friggere

Far bollire il latte solo con la parte gialla della scorza di un limone. In una terrina mescolare lo zucchero, le uova, la farina ed un pizzico di sale. Aggiungere il latte caldo aromatizzato e mescolare per ottenere una preparazione uniforme, filtrare attraverso un colino dalla terrina in un tegame pulito, rimettere di nuovo sul fuoco e mescolare continuamente per i pochi minuti che serviranno alla cottura. Una volta cotta, stendere la crema su una teglia: si dovrà ottenere una lastra alta 1,5 cm prima di lasciar raffreddare. Tagliare la crema a quadretti, passarli prima nel pangrattato, poi nell’uovo sbattuto e salato e poi ancora nel pangrattato. Friggere nello strutto bollente fintanto che si forma una crosticina. Mettere la crema sulla carta assorbente. Trasferire sul piatto da portata e spolverare con lo zucchero a velo.

giovedì 29 marzo 2012

Etimologia: Vino

Vino: bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione (totale o parziale) dell’uva.

Origine della parola: deriva dal verbo sanscrito vena (che significa amare), dal quale proviene anche il nome latino della dea Venere, Venus.

mercoledì 28 marzo 2012

Perle di saggezza: Jean de La Bruyère

“Lo schiavo ha un solo padrone; l’ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna”.
Jean de La Bruyère

lunedì 26 marzo 2012

Video della settimana: Lonely Boy - Black Keys

Ecco il video della settimana. Se vuoi essere cool al giorno d’oggi devi dire di ascoltare i Black Keys e di possedere una copia di El Camino.

venerdì 23 marzo 2012

Le ricette di Numero 13: Mezzelune di formaggio alla pancetta e spinaci

Ecco la ricetta della settimana.

Mezzelune di formaggio alla pancetta e spinaci

Ingredienti per 4 persone:

• 500 gr di ravioli di formaggio
• 200 gr di spinaci
• 100 gr di pancetta
• 100 gr di panna liquida
• 1 cipolla
• 30 gr di parmigiano grattugiato
• 40 gr di burro
• sale e pepe

In una pentola portare ad ebollizione abbondante acqua salata per la cottura di ravioli. Mondare e tritare la cipolla, ridurre a dadini la pancetta e sminuzzare gli spinaci. In una padella fare fondere il burro e soffriggerci la cipolla; salare, unire la pancetta, gli spinaci e la panna e fare insaporire il tutto per 4 minuti. Quando l’acqua bolle calare i ravioli; lessarli al dente, scolarli con un mestolo e rovesciarli nella padella con il condimento. Mescolare bene e spolverizzare con il parmigiano.

giovedì 22 marzo 2012

Etimologia: Hot dog

Hot dog: panino farcito con un würstel condito con ketchup, senape e spesso accompagnato da verdure (ad esempio crauti). Per realizzarlo si usa normalmente un pane morbido di forma allungata tagliato a metà.

Origine della parola: ci sono 4 diverse versioni che spiegano l’origine di questo termine:

1) Dog è la parola inglese usata per identificare non solo il cane, ma anche il “dente di arresto”, ovvero la briglia usata un tempo dai ferrovieri per bloccare le rotaie alle traversine di legno. Vista la somiglianza del panino con questo aggeggio fu utilizzato il termine hot dog.

2) Il termine fu coniato nel 1867 da un venditore che non riusciva a vendere i suoi würstel allo stadio e si inventò la storia che questi erano salsicce di cane. Andando in giro gridando: “chi vuole le mie salsicce di cane?”, riuscì a far alzare le sue vendite e poco dopo anche gli altri venditori di würstel lo imitarono, ma nell’abbreviare il suo slogan, urlavano: “cane caldo!” ovvero “hot dog!”.

3) Quando, all’inizio del XX secolo, i New York Giants disputavano le loro partite di football, lo statunitense Henry M. Stevens pensò di distribuire tra le folle presenti allo stadio i dachshund sausages. Il nome hot dog fu dato a questi panini dal disegnatore di vignette sportive P.A. Dorgan. che raffigurò un panino con dentro un bassotto, associando il würstel a questo cane, che era anch’esso lungo e tedesco e dato che i venditori chiamavano la gente dicendo: “get your dachshund sausages while they’re red hot” cioè “prendi la tua salsiccia mentre è ancora calda” da quell’espressione deriva il nome hot dog.

4) All’inizio del 1860 le salsicce venivano chiamate, per via della forma, dachshund sausages ovvero “salsicce bassotto”.

mercoledì 21 marzo 2012

Perle di saggezza: Fabio Caressa su Alessandro Del Piero

Avevo già utilizzato le parole di Fabio Caressa in questa rubrica ma veder giocare ieri sera Alex Del Piero contro il Milan e pensare che questa potrebbe essere la sua ultima stagione in bianconero mi ha fatto stringere il cuore.

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